Volume II · Scena 18 di 30

La parola extravergine

La parola extravergine
Volume II · pagina 83 · La parola extravergine
La parola extravergine · osserviamo insieme
Volume II · pagina 86 · La parola extravergine

La storia

Leo ha sentito molte volte la parola extravergine. Neri la scrive su un cartoncino. «È il nome di una categoria precisa di olio. Non basta far uscire un liquido dalle olive e scegliere una bella bottiglia.» Deve essere ottenuto con i processi previsti. Le sue caratteristiche vanno misurate.

Anche l’odore e il gusto devono rispettare regole precise. Gli adulti competenti le controllano. Rumo pensa al cartello verde che voleva preparare nell’uliveto. Adesso sa perché le parole chiedono prove. Sami guarda la mappa: nessuna tappa, da sola, assegna il nome finale. Ada lascia il cartoncino accanto alle figure dei controlli. È lì che quella parola trova una spiegazione. Curiosone torna alle parole dell’assaggiatrice. «Il profumo di olive e l’amaro possono essere buoni segnali. Da soli, però, non dimostrano che un olio sia autentico o extravergine. Servono assaggio professionale, analisi e controlli.» Rumo lascia il cartoncino vicino alle due figure: il naso e gli strumenti.

Ne parliamo insieme

Ogni olio appena uscito dal frantoio è automaticamente extravergine?

Una possibile risposta

No. Per usare quel nome l’olio deve rispettare i requisiti della categoria, verificati con i controlli previsti. Il profumo e l’amaro da soli non bastano a dimostrare autenticità o categoria extravergine: servono verifiche professionali e analisi.

Una piccola attività

Il nostro quaderno — Collega la parola extravergine alle figure dei controlli. Un adulto può aiutarti a riconoscerla su un’etichetta vera.

Per l’adulto · N05