Volume II · Scena 27 di 30
L’altra freccia della mappa


La storia
La responsabile mostra la coclea nel disegno. «Questa vite che gira accompagna la sansa verso il punto di raccolta.»
«Poi la buttate?» domanda Leo. «Non la lasciamo dove capita», risponde Giulio. «La raccogliamo e la trasportiamo con attrezzature adatte. Gli adulti scelgono una destinazione consentita.»
«Alcuni percorsi permettono di usare di nuovo questi materiali», aggiunge la responsabile. «Il recupero richiede un lavoro organizzato.
Non basta spargerli per terra.»
Rumo guarda l’uliveto. «Anche le parti che non diventano olio hanno una storia da seguire.»
Giulio indica il contenitore chiuso. «L’acqua di vegetazione segue un percorso distinto dall’olio. La raccogliamo e gli operatori la trasportano con una cisterna adatta.»
«È acqua da bere?» chiede Ada. «No. È un liquido della lavorazione. Deve essere gestito dagli adulti competenti.»
«Nel percorso agricolo che stiamo raccontando, si può mostrare la distribuzione controllata sul terreno soltanto quando è consentita e adatta a quel luogo», spiega Giulio. «Le quantità, il momento e il terreno devono essere valutati. Non deve arrivare nei corsi d’acqua.»
La responsabile ricorda anche l’acqua del lavaggio. «Nella visita teniamo riconoscibili le origini dei liquidi. Gli adulti verificano come devono essere raccolti e gestiti.»
Tila raccoglie la domanda di Sami: «Perché tanta attenzione?» «Per proteggere il terreno, le piante e l’acqua», risponde Giulio.
Ne parliamo insieme
Si possono lasciare i residui del frantoio dove capita?
Una possibile risposta
No. Devono essere gestiti correttamente. Gli eventuali recuperi richiedono condizioni, lavorazioni e regole adatte.
Una piccola attività
Il nostro quaderno — Ritrova l’altra freccia nella mappa e scrivi con un adulto una domanda sul suo percorso. Non usare sansa o acque di lavorazione per giocare.